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(in ; commenti )

Sto meglio, decisamente.
Però... ho mal di testa e non capisco più molto. Gli ultimi due giorni sono stati come una pausa, una brusca interruzione. E ora sono stordita, mi sento un po' spaesata, ma mi riprenderò presto, sì.

E' quasi marzo e gli ultimi cinque mesi sono stati un po' come una nuova vita; l'estate scorsa, poi, è stata un piccolo sogno ad occhi aperti.
Ora... ora non lo so. Non so niente. Forse è la febbre che mi fa un po' impazzire, ma non sto male, no, no.

Ok, è meglio che io vada a dormire...

Postato da Sao92 mercoledì, 28 febbraio 2007 alle 20:21.




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(in ; commenti (4))

Non lo so da dove venga tutta la rabbia che ho dentro e che spesso tiro fuori, ma è troppo facile dire che sono solo una povera pazza e non provare nemmeno a capirmi o capirmi solo quando fa comodo.
Penso che troppa gente sia troppo presa da sé, ultimamente, e mi faccio un po' schifo perché anch'io faccio parte di quella gente. Cercherò un po' di cambiare, lo prometto, ma ora mi sembra tutto troppo stancante per riuscirci. Ho dormito poco stanotte, spero di dormire di più la prossima, magari potrei arrivare a scuola con un sorriso invece che con un muso lungo e magari potrei anche cercare di capire gli altri piuttosto che innervosirmi e urlare che ho chiuso col resto del mondo.
Sì, magari anche se non lo ritengo importante farebbe meglio a tutti. Ci proverò. Sono stanca e vorrei solo dormire.
Odio le persone che fingono di essere moraliste e per bene, ma odio ancora di più chi lo è davvero: chissà, forse è perché so che è migliore di me.
E sì, a volte vorrei davvero migliorarmi.
Ho pensato a lungo che tutto funzionasse... e avevo ragione. Forse è stato solo un momento.
Però mi piacerebbe essere ascoltata, perché a far passare sempre tutto liscio a chi ferisce nel profondo senza nemmeno accorgersene alla fine è solo peggiore.
Non ho la fissazione di piacere a tutti, no, per carità. Solo... ok, forse è solo nella mia testa, ma a volte mi sento davvero usata; un "ti voglio bene" ogni tanto non fa male, soprattutto se le mie ultime 18 ore sono state piuttosto orribili.
Ripeto: forse è solo nella mia testa.

I don't really care of what they all want me to be

Postato da Sao92 martedì, 27 febbraio 2007 alle 16:48.




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(in ; commenti (3))

Era davvero tanto che non piangevo in questo modo, tanto che non mi sentivo così triste e abbandonata da chi non avrebbe dovuto. E lo so che sono ingrata, ma che si vuole fare? Sono fatta così e pur sapendo bene che questo non è una giustificazione mi comporto lo stesso in questo modo assurdo e a volte insulso.
Ma non mi merito di piangere e di versare tante lacrime. No, non me lo merito. E davvero non ricordo quand'è stata l'ultima volta che ho pianto tanto da sentire le lacrime riempirmi il viso come l'onda di un mare arrabbiato, come qualcosa che da dentro preme per uscire fuori e muore dalla voglia di farlo.
E non ricordo nemmeno l'ultima volta in cui pensando a me ho visto tutto nero. No, io che di nero mi vesto, ma che nera dentro non sono, che mi sento colorata, che ho voglia di cambiare il mondo e di dimostrare quanto valgo. No, non mi sono mai sentita così nera dentro, così in qualche modo marcia... e passerà, perché passa sempre, perché bisogna cadere prima di tornare su, bisogna perdere prima di arrivare alla vera vittoria, ma davvero io non so che mi stia succedendo e la sensazione di fastidio in testa che provo non è piacevole.
Ed è risaputo che ci sono milioni di persone al mondo che stanno peggio di me, ma in questo momento non mi sento in grado di pensarci.
Mi faccio un po' schifo, sono anch'io presa da questo dannatissimo mondo e da questa vita che non fa guardare oltre. Forse sarebbe bene cambiare, forse. Ma oggi no, oggi si annega nelle lacrime, perché oggi sono stanca e ho voglia di cadere.
Ho voglia di cadere, ho voglia di essere nera dentro. No... In realtà è solo che non ho voglia di alzarmi, solo questo. Perché sono stanca di gente che parla senza sapere, del vuoto di chi non ascolta e chi non risponde. Mi dispiace... è troppo facile starmi accanto solo quand'è più comodo.

Postato da Sao92 lunedì, 26 febbraio 2007 alle 20:22.




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Ho visto il tizio che mi piaceva... e so che è innamorato. Ma non di me, ovvio. Però si vede da come parla o si comporta. Non lo so. In ogni caso si vede.
E anch'io sono innamorata, ma non di lui.
Mi intenerisce vederla così. In pochi giorni è cambiato tutto.
A volte non ci si può aspettar nulla dalla vita: le cose capitano, succedono, ti stravolgono. E' tutto così frenetico, come un vortice colorato che ti avvolge. Ma è piacevole e, se stai attento, non ti fa nemmeno venire il mal di testa.

Postato da Sao92 giovedì, 22 febbraio 2007 alle 20:09.




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And the days feel like years when I'm alone

 

Sono finalmente riuscita a mettere un po' più di chiarezza nella mia piccola mente. Chissà, forse il merito è delle vacanze di carnevale, degli amici che mi stanno sempre fedelmente accanto o... forse semplicemente della mia amata musica e di un po' di tempo passato per conto mio.
Ci sono delle cose ancora, però, che non riesco a capire. Quello che sento, quello che provo per certe persone (per una certa persona), per esempio. Perché mi fa davvero impazzire quando ci penso, quando penso ad ogni minimo dettaglio. Mi fa venir voglia di sorridere, di ridere istericamente, felicemente; mi fa sentire spensierata, come se avessi ancora nove anni e l'unica mia preoccupazione fossero gli esami di quinta elementare; mi fa volare via, ma solo con la mente, perché se lo facesse anche con il corpo gliene sarei eternamente grata.
E mi chiedo se a undici anni, quasi quattro anni fa, avrei mai lontanamente immaginato di provare emozioni simili sulla mia pelle. E lo so, lo so. Lo so che nel fatto che la terra ha fatto altri quattro giri attorno al sole da quei giorni non c'è niente di particolare; ma io penso che un giro sia sempre un giro in più, attimi, momenti, esperienze.
Pensate solo a quanto un attimo possa significare... in confronto un anno, quattro anni sembrano un'eternità.
C'è da dire che in questi quattro anni non ci sono stati momenti di noia. Il che per essere una che vive in un posto abbastanza microscopico paragonato a certe metropoli è una gran fortuna.
Non mi sento per niente cresciuta.
Si presuppone che dopo quattro anni una abbia acquistato un minimo senso dell'ordine, dell'organizzazione, che abbia imparato a controllare almeno un pochino la propria vita.
Io continuo a sentirmi irregolare, continuo a sentirmi una di quelle che non hanno talento, non hanno bravura, ma hanno solo una fortuna pazzesca e riescono a spuntarla in ogni situazione.
E sì, continuo a sentirmi anche fuori posto, nonostante io sia riuscita a moderare l'insicurezza.
Ed è così strano come la gente si faccia un'idea così sbagliata di me, di quello che sono.
Pensano tutti che io sia una forte, una coraggiosa, sicura di sé, una di quelle che potrebbero spaccare il mondo se solo lo decidessero.
La verità è che lo sono solo in alcuni momenti, che a volte anch'io ho le mie paure. Paure che non sono certo paragonabili a quelle certa gente, come per esempio chi soffre, chi ha qualche malattia, chi sta perdendo persone a sé care, chi affronta cambiamenti importanti; paure che però sono del tutto comuni, che si manifestano normalmente, come quando le mani sudano durante un'interrogazione in cui non si ha studiato o quando, solo davanti a quel ragazzo che ci piace, già, ci piace, ci si accorge di avere due braccia troppo lunghe che penzolano lungo i fianchi.
Non sono quindi la classica RagazzaSicuraPrendiABotteIlMondo, ma nemmeno quella che si guarda le scarpe perché non riesce a tener la testa alta e reggere lo sguardo delle persone intorno a sé.
Sono una via di mezzo, sono presa nel mezzo, lo sono da sempre.
Ma ultimamente c'è qualcosa che sconvolge il mio equilibrio, c'è quel tipo che mi fa battere il cuore, che mi fa perdere nei miei pensieri, nei miei ricordi, per ore intere, pensando a quelle cosette che tutti noi abbiamo. Avete presente, no? Quelle cose che succedono e che ci portiam dietro tanto, perché sono divertenti, perché ci fan sentire bambini. Tipo Chicky, il pony canterino (Ciao Marti!), tipo il 27 gennaio (Ciao Giulia!), tipo le cipolle (Ciao Giulietto!) e potrei andare avanti ore.
E, sapete una cosa? Io non ho bisogno di lui. E' inutile continuare a dire che ne ho bisogno, perché vivo anche senza. Non ne ho alcuna necessità, quella di averne bisogno è solo una scusa per continuare a parlarne.
La verità è che io ne ho voglia.


the words I need to hear to always get me through the day
and make it ok


Sì, ne ho voglia. Ho voglia di starci insieme, di dire cazzate con riferimenti anche un po' troppo spinti, di far tutte quelle cose che gli adolescenti fanno.
Ne ho voglia perché quando sto con lui il mondo si ferma, ed è come stare in una stanza buia col riflettore puntato solo su di noi. Ne ho voglia perché è come se tra noi ci fosse un tacito accordo, come se stessimo sulle stesse frequenze, come se ci conoscessimo da sempre e ci fossimo accordati prima su cosa dire, su come fare quando i nostri sguardi s'incontrano. Eh, perché quando s'incontrano sorridiamo. E mi chiedo chi è che inizia per primo, forse sono io che inizio e non me ne accorgo. Eh, perché forse è solo un film mentale che mi sono inventata per occupare le mie giornate (Sì, è così, è probabile).
Ma non m'importa, perché quando ci sto insieme è come se fossi a casa.
Sì, a casa, proprio io che al posto giusto non ci sono mai stata.

 

When you walk away
I count the steps that you take
Do you see how much I need you right now?

Postato da Sao92 martedì, 20 febbraio 2007 alle 10:59.




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(in ; commenti (3))

Perché sto peggiorando sempre di più nella scrittura?
Ho scritto tipo venti inizi alternativi per il racconto che teoricamente dovrei mandare al concorso di scrittura, ma non ne esce nulla che abbia una minima decenza.
E' come se avessi troppe idee nella testa, come se fosse tutto un groviglio. Non riesco più a pensare col cuore come una volta, lasciare che le parole fluiscano come i fiume di pensieri, a sentirmi scossa dalla voglia di scrivere, scrivere e scrivere e dare vita a quello che penso.
E' come se in fondo fossi vuota. Sì, piena di idee ma vuota. E' così assurdo da spiegare.
Sembra una concentrazione di tutto-niente in un punto unico, come un buco nero che inghiotte la luce. Forse sono problemi inutili, ma io me li faccio, perché cavolo io voglio tornare a scrivere come un tempo. In modo più intelligente, più saggio in qualche modo, ma come una volta, motivata dalla voglia di far sentire la mia opinione al mondo, da un gran spirito di osservazione.
E' forse questa l'unica cosa che del mio passato rimpiango?
Perché non so più cosa mi stia succedendo. Vado a scatti ormai. Sono felice, sto bene, sono confusa.
No, non sto mai male, ma vorrei riuscire ad esprimermi meglio. Vorrei riuscire a far capire a tutti come davvero mi sento. Perché, non lo so, sono fatta così.
E invece quello che scrivo mi sembra un inutile groviglio di cose insensate. So di poter fare di più. Forse dovrei leggere più libri, che so, racconti, blog.
Voglio smettermi di preoccuparmi della forma, perché ogni cosa che scrivo è basata ormai sulla punteggiatura, sulla posizione delle subordinate, sulla correttezza lessicale.
Penso invece che dovrei abbandonare un po' la razionalità, il troppo senso di essere giusta in tutti i modi possibili. Chissà, magari questo potrebbe applicarsi anche nelle altre cose della mia vita, oltre che lo scrivere. Altre cose tipo il ragazzo che mi piace, anche se tecnicamente non sono ancora sicura che mi piaccia né tantomeno se sia giusto che mi piaccia.
Ma c'è almeno la minima e remota possibilità che io abbandoni la ragione? Che mi perda per un secondo in strade che da ormait troppo tempo non riesco nemmeno a percorrere?
Perché una volta pensavo col cuore, facevo le cose col cuore, ed era tutto spontaneo, in qualche modo più spensierata anche se dentro di me so di non essere mai stata, dopo gli undici anni, la personificazione della spensieratezza.
E ora invece non lo faccio più col cuore. Ora dò vita solo alla voglia di essere corretta nella grammatica e nella sintassi.
Penso che forse una vita di mezzo tra la spensieratezza e la razionalità sia la soluzione più opportuna, ma, ehy, lo so anch'io che è difficile.
Probabilmente è solo un periodo. Io spero vivamente che sia così davvero, perché a volte sarebbe meglio dar più spazio al cuore.
Una volta quelle che erano le mie idee scorrevano rapide, dirette, arrivavano al punto giusto, toccavano le persone esattamente come volevo che facessero. Ora invece è tutto un volerle riodinare, analizzarle pezzo per pezzo, voler dar loro un senso più compiuto (anche quando ce l'hanno già e non me ne accorgo).
Ma so che è inutile continuare così, perché non è da me. La mia mente è come una scrivania che non riuscirò mai a riordinare. Non le so fare, le scalette. Funziona tutto meglio quando agisco d'impulso, quando dò sfogo al mio cuore ancora prima del mio cervello, quando abbandono la ragione e lascio che tutto esca liberamente, sinceramente.
Voglio che sia così. Voglio essere meno razionale, più leggera, più spontanea. Un po' come mi comporto, un po' come sembro da fuori a qualcuno che mi conosce solo in apparenza, che non conosce il mondo che in realtà ho dentro, nel profondo.
Vorrei essere come sembro da fuori e smettere di farmi problemi inutili, come il riordinare le cose e il dare una posizione e un senso più ragionevole ai pensieri.
Non ho mai pensato bene a questa parte di me ed ora che ci penso... maah, forse andrebbe cambiata.
O forse no.
Comunque giuro solennemente che cercherò di tornare a scrivere come prima, perché mi manca quel fluire disordinato di pensieri e di parole che a tutti piaceva leggere e che a me sembrava in un certo senso banale. Già, mi manca. Possibile?

E forse dovrei applicare questo principio di non-razionalità anche ad altro, oltre la scrittura.

Postato da Sao92 mercoledì, 14 febbraio 2007 alle 17:42.




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"Non è che può entrare nella tua testa e capire che ti piace."

Io lo so, lo so che è una cazzata, ma visto dal mio punto di vista sembra tutto più difficile.

Postato da Sao92 alle 14:33.




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Il tempo in cui avevo crisi di pianto mi sembra lontano anni luce. Adesso posso dire solamente di avere crisi di riso, ogni tanto.
Mi sento così strana: non sono abituata a sentirmi in questo modo.
Non mi so spiegare, mi sembra di impazzire. Bevo il thè con tanto tanto zucchero invece del solito cappuccino. Vorrei parlarne per ore e ore, ma so che non è possibile.
Ascolto i Sum41... Ah, che bel cd *_*. Erano mesi che lo volevo.
E continuo a bere il mio thè zuccheratissimo... è forse perché in qualche modo mi sento più dolce? Più in vena di sorridere?
Però mi scappa lo stesso da piangere per qualche motivo inspiegabile.
Sono confusa. Si vede? Sì, penso di sì.
Cazzo, cazzo. Ci sono tante di quelle cose che vorrei fare.
E lo so, lo so che sono sempre io quella che dice "fai quello che ti va, vivi alla giornata", ma non ho lo stesso rapporto con me stessa.
E va beh, non pensiamoci. Testa alta e vai avanti.

 

Ok, questo thè è troppo dolce. Mai più.

Postato da Sao92 martedì, 13 febbraio 2007 alle 17:18.




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A volte passeggio tra le strade della mia piccola cittadina e mi ricordo di quando guardavo continuamente, ripetutamente, ossessivamente il cielo. Mi ricordo di quando pensavo che camminare a testa alta, altissima, fosse qualcosa che mi rendesse più grande: non più importante, solo più indipendente e in qualche modo più forte.
Pensare a ciò che ero o a ciò in cui credevo mi fa sempre quello strano effetto di malinconica nostalgia; però è più sopportabile di un tempo. Non mi manca più tutto. Non rimpiango di aver vissuto le mie esperienze e di aver conosciuto le persone con cui vivevo, ma ora sono cambiata. Ed è giusto che sia così, anzi, è splendido.
Forse i cambiamenti sono ciò che rende vivere diverso da esistere. I cambiamenti fanno smuovere le persone: le fanno reagire quando c'è qualcosa che a loro non va bene, le rendono felici quando invece modificano una situazione triste, ma soprattutto, in ogni caso, le fanno crescere. Crescere è  per certi versi spaventoso, orribile perché abbandonare la propria infanzia è davvero difficile, ma per altri è fantastico. E' fantastico conoscere gente nuova, vivere nuove emozioni.
A volte invece guardo a terra e vedo le pozzanghere della piovosa notte precedente che riflettono l'azzurro del cielo, le nuvole bianche.
Ehy, lo so che è solo vapore acqueo condensato, ma siamo meno cinici per una volta.
Amo le giornate così, amo le pozzanghere, amo il cielo così acceso, così caldo, quasi estivo. Mi rendono in qualche modo più tranquilla e meno lunatica.
Ora non penso più che sia importante dove si guarda mentre si cammina da soli; ora è importante stare bene, essere felici, con le proprie insicurezze, i propri umori, le proprie cazzate.
E chi se ne importa se sei forte e coraggiosa o fragile e insicura, chi se ne frega! Stare bene è l'importante, il resto è solo un contorno.

Postato da Sao92 alle 13:04.




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(in ; commenti (1))

Gente, cazzo, ci sto pensando. Ci penso da ore.
E non so se mi sono mai sentita così, lo giuro su Dio, non so se mi sono mai sentita in questo modo.
Sto impazzendo? Cos'è quello che ho davvero dentro?
Che confusione. Che confusione!

Postato da Sao92 domenica, 11 febbraio 2007 alle 21:32.



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