
Credo che mia madre mi adori, credo che mi voglia veramente bene. E credo che per mio padre sia lo stesso.
E' così fottutamente bello e soddisfacente riuscire a renderli felici: rende più felice anche me, mi fa sentire leggera, contenta, soddisfatta.
Non sempre le madri possono essere d'accordo con te, con quel che dici e quel che fai. Ma una cosa è certa: vuole solo il tuo bene. Forse, forse me lo dimentico un po' troppo spesso.
Mi sento davvero felice ora.
Non sono mai sola. Ho i miei su cui contare. E ho gli amici che, anche se a volte sembrano davvero lontani, ci saranno sempre. Lo so.
Cazzo, è così difficile trovare gente che sia felice per te, felice che tu sia felice.
E io l'ho trovata. Sono così fortunata...
Lo scrivo, lo voglio ricordare. Non me ne frega niente se l'ho già scritto mille volte.
Postato da Sao92 venerdì, 29 giugno 2007 alle 22:46.
E' straordinario come io riesca ad andare avanti viva e senza farmi troppi problemi; tutto procede come ho sempre voluto e sento che questa mia vita è giusta, che non sto sbagliando nulla.
Sono in pace con gli altri e sono in pace con me stessa; è questa una delle mie più grandi fortune. Mi sento libera di fare ciò che mi va: sto andando avanti come dovrei, muovo i miei piccoli passi quotidiani senza inciampare.
Mi sento così tranquilla...
So muovermi bene senza alcuna esitazione, non commettendo nessun errore. Dove sto andando? Non lo so, ma non è poi così importante prenderne coscienza. Posso andare avanti e basta, senza farmi troppe domande, lasciandomi cullare dalla leggerezza, dall'innocenza.
Mi sembra d'essere stesa su un gommone immerso nell'oceano, trasportato dalle onde; sopra di me la luce acciecante del sole, i raggi che cadono su tutto ciò che mi circonda rendendolo in qualche modo più dorato.
La rabbia ed il rancore sembrano svaniti, perduti per sempre, o almeno più lontani. Sono mossa dall'amore e dalla perenne incapacità di starmene ferma, con le mani in mano, a convivere con la tristezza e ad accettare la sofferenza.
A volte il passato ritorna: lo sento come una doccia fredda, uno schiaffo al cuore; fa ridere e piangere come solo le cose finite sanno fare.
Ma ora mi sento forte. E' la mia vita, quella che sto vivendo, ed il resto non conta. Non ci si può sempre guardare alle spalle, bisogna saper assaporare i momenti e vivere il proprio presente, muovendo passi verso il futuro. Forse è proprio quel che sto facendo, non so.
So solo che tra una settimana è il mio compleanno. Faccio quindici anni.
Mi sento così felice di essere giovane, io. Sì, proprio io, che un paio d'anni fa volevo solo crescere in fretta e andarmene.
Giovane e viva. E' così che sono. Ne sono molto felice.
Penso che forse - forse - riuscirò anche ad abbandonarmi al mare, a lasciarmi trasportare.
Postato da Sao92 martedì, 26 giugno 2007 alle 16:35.
It's not too lovely
It could start to get ugly
It really bugs me
if I don’t get my way
Postato da Sao92 domenica, 24 giugno 2007 alle 22:12.
Fogli, tanti fogli. Post-it giallini, gremiti di scritte il più delle volte insensate, fotocopie scolastiche, volantini distribuiti fuori da scuola, libretti pubblicitari del cinema e soprattutto pagine di quaderno.
Pagine intere di canzoni, di appunti presi soltanto a metà, di disegni - il più delle volte farfalle - fatti distrattamente a scuola durante le ore di lezione, oppure a casa nei momenti di noia.
E' questo quel che rimane del caos quando ordino la scrivania: i fogli sono così tanti che non si sa dove metterli, che non trovano spazio tra le mie cianfrusaglie.
Non so perché i miei fogli siano così importanti da parlarne nel blog; forse un giorno lo capirò. Quel che è certo è che sono una che scrive tanto, sì.
Un tempo pensavo che le parole fossero ciò che sapessi usare meglio. Ora non so.
Mi piace, però, rileggere i miei fogli. Profumano di vita vissuta: non lo so spiegare, è come se racchiudessero in sè i momenti in cui li ho scritti, scarabocchiati.
Mi piace proprio, sì.
Postato da Sao92 sabato, 23 giugno 2007 alle 13:35.
Things happen for a reason, you'll become a stronger person
Oggi mi sento felice e tanto, tanto viva :)
Ho cambiato grafica: anche se è un po' scura ed io la preferivo chiara, questa mi ricorda una serata speciale.
Sono stranamente euforica. Non so che dire, perché qualsiasi cosa io dica l'ho già detta mille volte.
Spesso ho pensato a come sarebbe stato avere (quasi) quindici anni: non me lo sarei mai immaginato così. Devo dire che mi piace, mi piace molto, perché non c'è proprio niente che non vada.
Amo questi momenti, spero che ci saranno ancora tante giornate come queste, in cui tutto fila come dovrebbe e persino io riesco a sentirmi a casa. Sono proprio contenta di ciò che ho, non smetterò mai di dirlo.
Ah, dimenticavo: un vaffanculo finale al pony che non voglio più. Cenerentola può aspettare: ne vale la pena.
Postato da Sao92 giovedì, 21 giugno 2007 alle 23:54.
Ho scritto un post lunghissimo, ma alla fine l'ho cancellato: era solo uno stupido intreccio di parole messe insieme senza alcun senso.
Ciò che conta ora, ciò che voglio ricordare, ciò che voglio scrivere ed in qualche modo sentire d'essere, è che sto bene.
Sto bene, anche se la confusione regna sovrana nella mia mente e so che per farla abdicare ci vorrà tempo. Saprò aspettare. Sì, aspettare, io che sono l'impazienza in persona, io che con le mani in mano non ci voglio mai stare. Ne vale la pena, e lo so, perché quando avrò le idee chiare tutto sarà così stupidamente al suo posto che anch'io mi sentirò finalmente dove dovrei stare. Ne sono sicura.
E' estate, fa caldo, il sole mi brucia non solo i capelli scuri, ma anche la pelle.
E sento il bisogno di dirlo, anche se sono ripetitiva, anche se cambio idea venti volte al giorno, anche se non ve ne fregherà una beneamata mazza: sono felice.
Voglio esserlo e quindi lo sono. E' così punto e basta. Non ho un bel niente per cui soffrire, non passerò la mia estate a deprimermi e ad accontentarmi della sofferenza. Non lo farò mai.
Sono felice, perché, anche se non ci sarà lui ad asciugare le mie lacrime, anche se non potrò mai parlare con nessuno allo stesso modo, ho trentamila persone con cui parlare e trentamila persone che m'asciugheranno le lacrime. E sono tutto ciò che ho.
Volete dirmi che è poco? No, non ci credo, non ci credo davvero...
Postato da Sao92 mercoledì, 20 giugno 2007 alle 22:38.
Mi sembra incredibile che siano passati quasi due anni da allora, da quando parlavo con lui. In realtà sono quattro, dalla prima volta che ci parlai.
Ricordo l'atmosfera nella quale vivevo, le luci che mi circondavano, il profumo dell'aria che respiravo; ricordo persino i vestiti che portavo, le idee che avevo, la leggerezza con la quale trascorrevo le mie giornate, assai diversa da quella in cui mi trovo ora.
Ricordo i nostri discorsi. E improvvisamente mi passano davanti le schermate, le foto ritoccate, i microscopici caratteri scuri di cui erano formate le nostre parole.
Mi sento così scioccamente piccola e inutile. Mi manca così tanto, a volte.
Vorrei poterci parlare ancora. Sì, parlare con lui. Lui che m'ascoltava sempre e comunque, lui che vestiva Lonsdale, lui che era un mito a calcio, lui che mi diceva che ero nell'aria, lui che mi scriveva che avrei dovuto vivere sempre e che comunque non ci saremmo mai persi.
Vorrei poter entrare in casa fradica dopo una giornata nera di pioggia, lasciarmi cadere sulla poltrona della scrivania e parlare. Vorrei lasciare che le parole scorrano fuori a fiumi, fluide come le mie lacrime di disperazione. Vorrei poterlo abbracciare, quello che per me non era solo un amico o un amore, ma molto di più.
E non sbaglio quando dico che nessuno può capire, capire perché a volte vorrei solo esser capace di sedermi davanti ad una pagina bianca di computer e scrivere, scrivere a cuore aperto, scrivere sincera con me stessa, di quelle piccole cose che rendono ogni giorno in qualche modo diverso dal precedente. Non sbaglio quando dico che vorrei lui e non uno come lui, ma proprio lui per poterci parlare davvero. E lo so, lo so bene che non sarà lui a salvarmi quando sarò sull'orlo del precipizio della disperazione, quando la rabbia sarà così grande da voler prendere a pugni il mondo. Lo so che non sarà lui ad asciugare ogni mia lacrima, che non sarà lui a stringermi e a dirmi che "va tutto bene", ma voglio solo parlare con lui. Perché con lui le mie parole sapevano scorrere fuori dalle dita, come lacrime fuori dagli occhi.
E non so da dove sia uscito tutto questo, perché erano mesi che non ci pensavo, erano mesi che non sentivo la mancanza di niente.
Sì, perché lui mi manca, mi manca tanto, ed il pensiero che nulla potrà mai sostituirlo mi rende ancora più triste, mi butta ancora più a terra: è come un pugno che stringe il mio cuore così forte da farlo sanguinare.
Poi c'è Mr X che sta in una parte addormentata del mio cuore, del mio cervello e della mia anima. E, come ho già detto, le rare volte che quella parte si risveglia non fa niente, non urla, non si strugge, non si lascia andare, ma semplicemente piange e sanguina in silenzio.
E non capisco, non capisco se è solo un tentativo di rimpiazzo o se è invece qualcosa di vero e serio. Non capisco cos'è tutto quello starci bene insieme, non capisco una mazza.
No, non soffro, non ho motivi per soffrire.
Guardo le foto di questo pomeriggio, guardo i sorrisi, guardo quei visi scrupolosamente e scioccamente in posa, guardo le stronzate che facciamo, e mi sento stupidamente a casa.
Sì, a casa, proprio io che non c'ero mai stata, io, quella che si lava i denti ovunque anziché in bagno, io, la ragazza che ama il mondo e che ha il terrore un giorno di doverlo lasciare. E' proprio questa la mia vita? E' davvero bellissimo, o sto solo sognando?
E' solo che è la prima volta dopo tanto tempo che ripensavo a LUI, e fa male, tanto male, ma so che un giorno capirò. Capirò chi è giusto per me, chi è davvero Mr X nella mia anima; capirò qual è il mio scopo, la mia cazzo di funzione, il mio ruolo in questo mondo grande e meraviglioso. Capirò e soprattutto me ne farò una ragione, riuscirò a superarlo, riuscirò a ricordare completamente quel che LUI era per me senza che mi faccia ancora male. Sì, perché tutto questo tempo avevo solo dimenticato, ma non ero riuscita a superare.
Ma non me ne frega.
Ce la farò, perché io sono forte, lo sono sempre stata.
Edit. (pochi minuti dopo)
Credo che questo post sia quello che tenevo dentro da tanti mesi.
Ora che l'ho scritto e ammesso a me stessa mi sento finalmente più libera. Posso finalmente essere felice e godermi l'estate senza troppe complicazioni. Sono contenta di questo.
Postato da Sao92 martedì, 19 giugno 2007 alle 23:57.
Ricordo bene come quando avevo undici anni fossi sempre alla ricerca di qualcuno di vero con cui parlare. Sì, vero, qualcuno che dicesse le cose come stanno, che non fosse perennemente costretto a mentire, qualcuno con cui non sentire lo stupido bisogno di fingere.
Ma ero circondata da persone dalle mille pretese, persone, come dico io, carattere zero: tutti così scioccamente omologati, tutti con le stesse scarpe e con nelle orecchie la stessa musica da primi posti in classifica, quelle canzoni brutalmente dimenticabili dopo qualche mese, tristi come solo le cose superficiali possono essere.
Ora è tutto cambiato in meglio. E le persone vere non mi mancano.
Si può parlare di qualsiasi cosa, si può ridere e scherzare, oziare tutto il giorno, e sedersi sul balcone una sera a riflettere sulle nostre vite, su quello che siamo state e su quello che saremo.
Non sempre ci si può ricordare delle fortune che si hanno, ma sarebbe molto opportuno farlo.
La mia più grande fortuna è avere delle certezze che non saranno mai messe in discussione nè da me nè da qualcun altro.
Mi manca proprio la paura di rimanere sola: so che quando piangerò ci sarà sempre una fottuta spalla su cui farlo. Non sarò mai una di quelle ragazze che si guardano allo specchio e odiano quel che vedono e quel che non hanno, no. Lo posso giurare.
Postato da Sao92 lunedì, 18 giugno 2007 alle 20:49.
Ogni volta che sto in macchina con la musica ad alto volume, e fuori è notte, e le stelle sembrano nascondersi tra le nubi fitte e scure, m'immagino d'essere più grande e di starmene andando.
Mi penso in luoghi lontani, che guardo il cielo - lo stesso cielo - con i miei occhi stupidamente marroni e lacrimanti, non si sa perché.
In un attimo sto volando attorno al mondo, sono su un aereo sospeso nel vuoto, sotto di me solo il mare profondo che si presenta ai miei occhi come un'enorme prateria scura e movimentata da soffi di vento, sì, onde.
Poi no, sono su una spiaggia, stesa sul mio plaid, che penso. Ed è sempre notte, e le stelle sembrano ancora nascondersi.
E ancora sono su un treno, che guardo il paesaggio fuori che si muove e rifletto sulle certezze, sui punti fermi, che ora sembrano non mancare, che mi fanno credere nei "per sempre", per i quali vale la pena vivere anche solo un dannato giorno, un dannato minuto.
E infine sono nella mia stanza, qui, ora, adesso, sempre. E fuori è notte, le stelle si nascondono; io non so che fare e allora penso. Sono questi i momenti più difficili da affrontare: quelli in cui si è per conto proprio, in cui si è costretti a essere sinceri con se stessi.
La mia vita è stupidamente bella. Gli amici non mi mancano, la mia famiglia è bella (sì, tremila volte al giorno cambio idea, ma credo davvero sia bella) e, in un modo o nell'altro, so dove voglio andare. E' vero che non ne sono sicura, ma è anche vero che qualche idea la ho, che non sono proprio persa nella mia stazione mentale. So che treno prendere. Cioè, no, non lo so, ma ho trovato il banco informazioni ed ora sto pensando.
E poi c'è lui, Mr X. E ho paura persino a rileggere il quaderno delle citazioni, perché non so come mi sentirei dopo. Ho smesso d'aggiornarlo: troppe sono le cose che vorrei ricordare, troppi i sentimenti che cerco di superare, troppe persino le emozioni che con la penna non sarei sufficientemente brava a trasmettere.
Che senso ha scrivere qualcosa, se poi si ha paura di rileggerlo? Non ne ho idea, ma lo facciamo di continuo, per i motivi più disparati.
Ieri guardavo la pioggia cadere e mi sono sentita scioccamente a casa.
E sapete una cosa? Ieri ero a casa davvero. La mia casa, intendo, quella fisica.
Non so che dire. Sto bene.
Questo è uno di quei momenti in cui mi rendo conto di quanto ciò che ho sia importante e bello e magnifico.
Non so che altro dire...
So solo che sorrido spesso, rido spesso, e quando piango è solo per la gioia. So che il mondo è bellissimo, che posso stare ore ad osservarlo, a guardare le albe e i tramonti, a farmi bruciare i capelli dal sole, ad abbronzarmi la pelle e sentire il vento di metà giugno solleticarmi il viso.
So che il mio cuore batte, batte follemente, ed io mi sento così viva: è così e basta, non so il perché, sarà che il passato qualcosa mi ha insegnato, ora sento tutto per l'intensità che ha, ora so assaporare i momenti, lo so fare davvero.
Sono felice. Ora non mi serve più urlare, per sentirmi viva.
Postato da Sao92 sabato, 16 giugno 2007 alle 22:31.
Ho capito una cosa.
Mia madre mi vuole bene, ed io ne voglio a lei. Lo so, che è così. Mi vuole fin troppo bene.
Ne parlo sempre così male... non se lo merita.
Che bambina che sono.
Postato da Sao92 venerdì, 15 giugno 2007 alle 17:52.
«...All'amore non si dà fretta»
Ho quasi sedici anni e faccio il Liceo Scientifico. Mmm... non mi conosco proprio bene.
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